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Lun 27 Nov /00:00

ok MAGNA VIA FRANCIGENA DA PALERMO AD AGRIGENTO

Lun 27 Nov

Il cammino da Palermo ad Agrigento, quello pericoloso di un tempo, dei pellegrini verso Roma, oggi pieno di fascino, storia, cultura, colline, monti, coltivazioni, borghi, città che attraversano i secoli.

Un Cammino di otto giorni nel cuore delle Sicilia dal mare Tirreno al canale di Sicilia, da Palermo ad Agrigento passando per coltivazioni, tra borghi e città millenarie dove le mescolanza delle genti delle varie dominazioni hanno prodotto mille sfumature di una cultura diversa da città a città e da villaggio a villaggio. La Magna Via francigena è da sempre un’importante direttrice per il movimento di uomini, animali e merci che ha consentito sin da tempi remoti di collegare il Tirreno con il canale di Sicilia. Questa via di comunicazione ha reso possibili gli scambi e le contaminazioni sin dai tempi dei coloni greci, ai quali oggi deve in parte il nome. Una via greca quindi, che fin dalla loro dominazione del VII sec. a.C. fu allestita per il trasporto con punti di ristoro, di cambio dei cavalli e di mercato, attiva sono al IV sec d.C. Fu poi utilizzata dai guerrieri nelle varie dominazioni sino alla ricristianizzazione. Oggi è un cammino magnifico fatto di sentieri, strade e trazzere borboniche, un vero e proprio racconto della Sicilia che viene fatto con il muoversi a piedi, cosa che consente di appropriarsi di dettagli che altrimenti rimarrebbero solo in qualche racconto o in qualche fotografia. A piedi, sarà un’esperienza che ci porteremo addosso per la vita!

1° giorno. Ritrovo a Palermo e poi in bus da Monreale a Santa Cristina Gela. Partiremo in autobus con la prima tappa che ci farà allontanare dalla periferia di Palermo dove ci saremo ritrovati davanti alla cattedrale e dopo che avremo acquistato le credenziali (facoltative). Andremo in bus sino a Monreale dove, dopo avere visitato l’incredibile magnifica cattedrale, inizierà il cammino alla volta di Santa Cristina Gela. Cammineremo su una antica ferrovia dismessa, oggi carrozzabile, che portava verso Corleonee poi su un sentiero di servizio di una vecchia cava abbandonata che permetterà di scollinare e raggiungere C.da Brigna costeggiando un bosco. Si supera così Cozzo Rebuttone, cortina montuosa che chiude la Conca d’Oro e si segue la traccia verso la collina che protegge l’abitato di Santa Cristina Gela, scollinando dall’antica trazzera testimoniata ancora oggi dal toponimo della via Altofonte tra le coltivazioni in veste autunnale.

Lunghezza 16,6 km

Dislivello in salita 400 m

Facile.

2° giorno. Da Santa Cristina Gela a Corleone. Dalla minuscola Santa Cristina Gela usciremo seguendo il percorso della Regia Trazzera che corre lungo la valle per raggiungere il M.te Giuhai che supereremo attraverso la Portella Sant’Agata passando poi in prossimità della Masseria Sant’Agata e dalla sua necropoli di età ellenistico-romana. Il valico è da sempre un punto privilegiato di controllo della strada e la salita attraverso l’area bosco che si estende fino al lago, permette la vista di panorami speciali e inaspettati. La via diritta lungo la trazzera è ancora oggi usata dai pastori per la transumanza. Si superano diverse masserie fin verso il Santuario di Maria S.S. del Rosario di Tagliavia, luogo di preghiera e romitaggio che nel corso dei secoli ha sempre ospitato pellegrini e viandanti di passaggio. Oggi una comunità mariana religiosa, Le Cinque Pietre, la custodisce e ne anima il culto. Superato il santuario e la torre di avvistamento del Cozzo Saladino, la via intercetta il fiume Belice Sinistro ed arrivare alle alture di P.zo Nicolosi e di Rocca Argenteria, oggi pianori ottimi per osservazione della natura, ma un tempo luogo di insediamenti di controllo della via greco-romana. Si prosegue attraverso il sistema naturalistico del Gorgo del Drago, una seria di laghetti e salti di roccia scavati dall’affluente del fiume Belìce Sinistro. Da qui la Regia Trazzera ci porta dritti verso Corleone tra campi infiniti, masserie che si perdono nel tempo e lo spettacolare miliario romano che testimonia la presenza della via fatta costruire dal console romano Aurelius Cotta durante la I Guerra Punica.

Lunghezza 25,8 km

Dislivello in salita 700 m.

Impegnativa.

3° giorno. Da Corleone a Prizzi. Da Corleone e le sue cento chiese barocche e le sue cascate, partiremo seguendo la via sulla Regia Tazzera lungo il piano della Scala fino ad incontrare i ruderi della chiesa di S. Maria della Scala. Supereremo un altro sito di controllo, C.zo Spolentino e la sua portella a 905m e, seguendo il viale delle Sorgenti, arriveremo alla Masseria Imbriaca e alla sua portella per poi scollinare verso il lago artificiale di Prizzi, che si percorre dal lato nord. L’abitato appare nitido e la salita decisa per arrivare in paese.

Lunghezza 19,2 km.

Dislivello in salita 800 m.

Media difficoltà.

4° giorno. Da Prizzi a Cammarata. Lasceremo il paese dei Sicani di primo mattino seguendo la trazzera che parte dal fontanile all’entrata del borgo e si dirige verso Filaga e poi in direzione delle Riserve Naturali Monte Carcaci tra le distese coltivate in primavera a grano e frumento. Continueremo lungo la trazzera acciottolata chiamata “via militare”, nell’ottocento transito per le armate che attraversavano la zona, fino ad arrivare al Borgo Riena, villaggio di contadini abbandonato negli anni ’80 del secolo scorso. Gli ultimi chilometri ci porteranno sull’altopiano del Kassar, zona archeologica bizantina e poi a Rocca San Vitale, cuore della Magna Via con i suoi ruderi normanni e le sue chiese. Proseguiremo lungo una trazzera ottocentesca fino alll’Azienda Colle San Vitale che custodisce altre preziose testimonianze archeologiche della Necropoli di Capelvenere, basata su una grande roccia scavata per la disposizione delle sepolture e riusata nel corso dei secoli anche a fini abitativi. Superato il sito, attraverseremo il fiume Platani e giungeremo al sito di controllo più imponente della Magna Via, il Casale di San Pietro, che probabilmente conserva nel sottosuolo la memoria dell’insediamento islamico che sorgeva attorno al casale citato dai diplomi normanni. Lasciato il Casale alle spalle raggiungeremo un fontanile da cui seguiremo la trazzera che segue il corso dell’affluente del Platani, il torrente Saracena, fino ad arrivare in vista di Cammarata e del suo castello.

Lunghezza 36,1 km

Dislivello in salita 1100 m.

Molto impegnativa.

5° giorno. Da Cammarata a Sutera. Partiremo alla volta del limitrofo borgo di San Giovanni Gemini e poi,  attraverso la trazzera che scende al fiume con un passaggio lungo la via Nazionale per circa 2 km,  superando la ferrovia inizieremo a salire verso l’abitato di Acquaviva Platani.. Da qui una ex provinciale in disuso ci porterà lungo le trazzere che camminano in cresta alle colline che avvolgono Sutera e la Rocca di San Paolino. Paesaggi incantevoli in ogni stagione dell’anno che fanno da quinta scenica alle masserie lungo il percorso, come l’ultima prima di Sutera che conserva al suo interno le origini medievali dell’abitato. Gli ultimi chilometri portano all’abitato ed alla sua imponente rocca, sito sacro visitabile e forse fortificato nel periodo medievale. Immancabile una visita al paese e alle sue piccole perle preziose: il ràbato che conserva ancora l’impianto urbano di tipo arabo, fatto di piccole vie e di case costruite una a ridosso dell’altra, l’antico spitale di San Simone, la chiesa madre dedicata all’Assunta e il museo etnoantropologico comunale che si trova nell’ex convento dei Carmelitani, la collina di Santa Croce e il palazzo di Francesco Salamone, uno dei 13 condottieri italiani che disputò la famosa Disfida di Barletta.

Lunghezza 20,9 km

Dislivello in salita 800  m

Di media difficoltà.

6° giorno. Da Sutera a Grotte. Lasciata Sutera la via ci porterà verso recenti scavi che hanno messo in luce la trazzera e del suo ponte che conduceva al fiume Gallo d’Oro che lambisce il territorio comunale e segna il confine con l’abitato di Milena. Attraversato il ponteandremo verso l’antica Milocca e i suoi casali oggi sono un accogliente centro agricolo adagiato sulle sue colline floride e la via in breve tempo raggiunge l’insediamento di Serra del Palco con le aree archeologiche dell’età del Bronzo e di periodo bizantino e altomedievale. Superatele entreremo nel “Bosco Zellante” dalla quale si imbocca il sentiero che conduce a Racalmuto. Un castello chiaramontano, la fontana di “Novi Cannola”, la Chiesa Madre e quella di San Francesco sono solo degli spunti per una visita pomeridiana. Pochi chilometri separano Racalmuto dal centro di Grotte, abitato agricolo carico di storie che dal 1500 vengono scritte nei manuali di storia siciliana, dalla “Baronessa di Carini” alla Petra usata come necropoli e luogo di culto.

Lunghezza 28,0 km

Dislivello in salita 750 m

Impegnativa.

7° giorno. Da Grotte a Raffadali. Dalla cittadina ormai vicino ad Agrigento partiremo verso il sito archeologico della Petra di Calathansuderj, una roccia di circa trenta metri di altezza, con di fori di sepoltura e di grotte al suo interno e poi usata dal periodo bizantino a quello svevo come sito di controllo dei traffici da e per Agrigento Superato il sito inizieremo una salita che ci porterà sulla cima del colle che sovrasta il paese di Comitini con il suo osservatorio astronomico e il distretto minerario degli zolfatari. Dopo poco la via inizierà la sua salita verso Aragona, centro più grande e di chiese barocche, per poi introdurci nella campagna a perdita d’occhio sulla trazzera che arriverà a Raffadali, villaggio ancora una volta dal sentore arabeggiante.

Lunghezza 19,9 km

Dislivello in salita 600 m

Media difficoltà.

8° giorno. Da Raffadali ad Agrigento. La prima tappa sarà il vicino villaggio contadino di Joppolo Giancaxio, che raggiungeremo attraversando ampi spazi agricoli a riposo nell’autunno, fondato sul finire del XVII sec., con licenza populandi, il procedimento di legge per poter costituire dei nuovi centri urbani. Di sicuro i casali su cui viene costituito ricordano, nel nome, l’origine araba. proseguiremo ancora tra campi e terreni agricoli d’altura fino a trovare il sentiero che, tagliando sulla sinistra verso il torrente Akragas, ci porta all’ingresso di Agrigento, fin sotto la Rocca della Cattedrale. Il profumo del mare comincerà a riempire l’aria e l’ultima salita, nel parco suburbano della Cattedrale, e ci porterà in via Duomo, dove la Cattedra di San Gerlando e San Giacomo protegge e sorveglia la città sin dall’arrivo dei Conti Normanni. Con la vista del Mediterraneo e delle sue lunghe spiagge pirandelliane, con quella della Cattedrale e del suo torrione, magari quella della valle dei Templi (UNESCO), con la festosa cena di chiusura, si concluderà la nostra Magna Via, con 180 km tra storia e natura, con gambe stanche, scarpe esauste, occhi e anima pieni di colori e sapori.

Lunghezza 16,4 km

Dislivello in salita 400 m

Facile.


RITROVO. Piazzale Lorenzo Lotto a Milano, sotto la scritta “Lido di Milano” o alla partenza dell’escursione. Se hai necessità di trovare altre soluzioni contattaci e ci accorderemo.

PRANZO. Pranzo al sacco. Il primo giorno è necessario avere con sé il pranzo al sacco sin dalla partenza (per info leggi qui).

EQUIPAGGIAMENTO. Attrezzatura classica da escursionismo che comprenda guscio antivento e antipioggia, capi vari che permettano la vestizione a strati sovrapposti, borraccia, crema solare ad alta protezione, occhiali da sole, guanti, cappello, lampada frontale (per info leggi qui).

SISTEMAZIONE. In albergo con camere doppie o triple. E’ possibile in camera singola previa disponibilità e sovrapprezzo. Chiedi alla guida e scrivilo nelle note del modulo di iscrizione.

VARIAZIONI DI PROGRAMMA. Il programma può anche variare. La guida rimane l’unico giudice del programma che può modificare in qualsiasi momento per motivi di sicurezza in base alle condizioni meteorologiche, ambientali o in relazione al livello fisico e tecnico degli escursionisti.

INCLUSO NEI COSTI. L’accompagnamento da parte di un AmM Guide Alpine regolarmente iscritto al Collegio di appartenenza e in possesso di assicurazione professionale RC, il vitto e l’alloggio in mezza pensione, le spese della guida. I Soci Wellness Wizard A.S.D. godono, inoltre, di assicurazione infortuni durante l’escursione inclusa nella quota associativa di € 20,00 annui (per info leggi qui).

ESCLUSO DAI COSTI. I pranzi e i costi di viaggio. Ogni altro costo non esplicitato alla voce “INCLUSO NEI COSTI”.

COSTI DI VIAGGIO. I costi di viaggio sostenuti dagli autisti di tutte le auto utilizzate sono divisi tra i partecipanti in modo equo, ad eccezione degli autisti stessi. In caso di una sola auto con equipaggio formato da tre partecipanti di cui uno è l’autista, questo condivide le spese di viaggio in modo equo. In ogni caso la guida non partecipa alle spese di viaggio.

CAPARRA E SALDO. L’iscrizione prevede il versamento della caparra (per info leggi qui). Il saldo è da effettuare in contanti durante l’evento.

ISCRIZIONI E DISDETTE. Ci si prenota attraverso il modulo di iscrizione del sito che ha valore legale di contratto. In caso di condizioni ambientali non consone l’uscita verrà spostata o annullata. Le DISDETTE devono essere TEMPESTIVAMENTE COMUNICATE alla guida dell’escursione tramite E-MAIL. La disdetta non comporta il pagamento della quota indicata nella scheda se effettuata entro 15 GIORNI dall’inizio dell’evento. Successivamente comporta il pagamento del 70% dell’intera quota da effettuare tramite bonifico bancario(per info leggi qui).